Weekend d’autunno: Langhe

Autunno chiama Langhe: tartufo e buon vino sono ormai un appuntamento imprescindibile. Ma al di là dell’enogastronomia il territorio offre tanta meraviglia, le sue dolci colline, i paesini arroccati, i castelli, le chiesette, non per altro le Langhe dal 2014 sono diventare patrimonio Unesco.

Ogni volta che ci torno cerco di visitare qualcosa che non ho ancora visto, ora vi racconto com’è andata un paio di settimane fa. Il sabato mattina partiamo con calma direzione Monteu Roero, situata a nord ovest di Alba, è la nostra meta per un lauto pranzo. La Trattoria Cantina dei Cacciatori ci aspetta con le sue delizie. Un casale antico ben ristrutturato, internamente un ambiente caldo e accogliente dove gustare i sapori della tradizione locale, di Langa e Roero. Eravamo una dozzina per cui ci hanno riservato una saletta tutta per noi, ambiente “di campagna”, un’atmosfera quasi famigliare. Per iniziare ci vengono offerti dei bignè ripieni di fonduta, una goduria!

Essendo stagione di tartufo, impossibile non assaggiarlo! E così abbiamo gradito moltissimo la battuta al coltello, la fonduta – presentata con fiori eduli davvero carini -, le uova tutto rigorosamente con tartufo.

Tra le altre proposte l’insalata russa all’antica – ovvero con una salsa leggermente tonnata -, il vitel tonnato, le acciughe in rosso, come primi i tajarin ai 40 tuorli con i funghi, i raviolini del plin ripieni di fonduta e conditi con salsa di pistacchi – non esattamente tradizionali nel condimento ma buonissimi – e il risotto al radicchio.

I secondi erano altrettanto invitanti, come ad esempio il Coniglio grigio di Carmagnola, ma ci avevamo già dato troppo dentro e abbiamo optato per passare al dolce (una bella torta di compleanno visto che ho organizzato questa gita proprio per festeggiarlo 😉 ). Come vino la Barbera d’Alba del 2015 di Bruno Rocca é stata decisamente azzeccata: aromi fruttati, note leggermente speziate ed erbacee. Un vino equilibrato, perfetto per un bel pranzone senza appesantire eccessivamente. Tra una cosa e l’altra ci siamo alzati da tavola alle quattro passate e ne abbiamo approfittato per fare una bella passeggiata nei dintorni. Boschi di castagni e nocciole, tranquillità’ e relax.

La sera ci spostiamo verso Bubbio, nell’astigiano dove soggiorniamo nella nuovissima Villa Sibilla, un b&b in un palazzo antico ristrutturato con moltissima cura dei dettagli e molto gusto. Il proprietario Alberto è gentilissimo, amante del suo territorio e ricco di consigli e dritte per i visitatori. La sera rinunciamo alla cena poiché troppo provati dal pranzo ma non possiamo fare a meno di un bicchiere di Barbera nel bar del paesino 😉

La colazione della domenica a Villa Sibilla è una meraviglia: la sala è molto luminosa con un’ampia vista sulle colline e il buffet è imbandito con torte fatte in casa, brioches, pane e focaccia, formaggi freschi, marmellate e crema di nocciole. Per riprenderci assaggiamo un po’ di tutto ed è tutto strepitoso.

Dopo un giretto a Bubbio, antico paesino con le sue casette colorate, ci dirigiamo verso Canelli, molto famosa per le cosiddette Cattedrali Sotterranee, ovvero le cantine di alcune case vinicole “scavate” nella collina. Suggestive e ricche di storia, sono state in gran parte rinnovate ma portano ancora la testimonianza di quanto accadde nel 1994, il grande alluvione che personalmente ricordo benissimo proprio perché ai tempi mio padre si riforniva presso un vignaiolo della zona, che nel tempo era diventato anche un amico, che subì gravissimi danni. Il paesino di Canelli è un labirinto di viuzze tra le quali non possiamo che scovare un ottimo pasticcere, Gioacchino, che ci fa assaggiare dei biscottini alle nocciole da fine del mondo che ovviamente poi acquistiamo in quantità assieme a una torta alle nocciole da capogiro!

Ci spostiamo per pranzo e raggiungiamo il ristorante Madonna della Neve, situato a Cessole, proprio a fianco dell’omonima chiesetta. In posizione privilegiata con un’ampia vista sulle colline astigiane, al suo interno sembra tutto rimasto fermo a qualche decennio fa, è proprio il classico ristorante del pranzo della domenica, di quei pranzi di famiglia o con tanti amici. Il menù è recitato, gli antipasti si possono prendere tutti quanti o scegliere solo quello che si preferisce tra carpaccio, sfogliatina di carciofi, sformatino di cipolle, insalata russa e peperoni ripieni. Inutile dire che erano tutti eccellenti, incredibilmente non pesanti, molto delicati. Come primi, la Madonna della Neve è famoso per i ravioli del plin serviti su tovagliolo di lino. Praticamente questi ravioli sono così saporiti nel loro ripieno ai tre arrosti che non necessitano condimento! Abbiamo assaggiato anche i ravioli ripieni di formaggio di capra con le nocciole, la pasta sottile e anche qui gli ingredienti così buoni e ben distinti tra loro. Passiamo poi al dolce e assaggiamo anche in questo caso un po’ tutto: tiramisù al moscato, dolce di castagne, panna cotta, torta di nocciole e parfait alle nocciole. Come vino ci spostiamo sul Nebbiolo e non lasciamo neanche un goccio di Prunotto “Occhetti” del 2015, elegante e persistente, perfetto in ogni occasione.

Per concludere questa due giorni ci godiamo una passeggiata tra le vigne, simbolo massimo di questa terra che amo.

È notizia di questi giorni che Lonely Planet ha nominato il Piemonte regione più bella del mondo 2019, e quindi prima che turisti da tutto il mondo invadano ancora di più quest’area, cosa aspettate ad andare a visitare questa meraviglia?

Qui e qui trovate i racconti degli anni passati nelle Langhe 🙂

 

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