Wine Not?!

La Toscana è una delle terre che più amo. I suoi colori, le sue colline, i cipressi, i girasoli.. e poi chiaramente: carne e vino! Alcuni di voi ricorderanno i miei racconti del weekend nel Chianti dello scorso anno – che consiglio vivamente a tutti -, pochi giorni fa ho avuto il piacere di partecipare alla serata Wine Not?! – abbinamenti non convenzionali per Sangiovesi speciali -, organizzata da Casale dello Sparviero, Azienda Vinicola, assieme a Luigi Batzella proprietario e chef di Hållbar, posticino che già conoscevo e apprezzo.

Casale dello Sparviero

Abbiamo degustato DOCG Chianti Classico: “Classico” indica l’originaria e ristretta zona di produzione di questo vino, soggetto a un disciplinare di produzione particolarmente rigido che lo ha reso un vino italianissimo ed internazionale, decisamente elegante.

IGT Rosso dello Sparviero: prodotto utilizzando il Cabernet Sauvignon e il Merlot come “partner” ideali per il Sangiovese. La ricchezza e l’intensità al naso vengono mantenute anche al palato, in cui la freschezza e la persistenza sono tra le carte vincenti di questo vino.

IGT Sparviero Rosé Igt: Una vera perla ricavata da uve Sangiovese in purezza, un Rosato unico nella sua fragranza e delicatezza.

I tre vini erano in abbinamento a tre panini, proprio per sfatare il mito che non si possa abbinare un buon vino a un buon sandwich: il primo era pane alle olive con mozzarella di bufala, pomodorino Camone sardo e pesto di basilico, delicato; il secondo pane con maialino alle erbe, cimette fresche e dressing allo yogurt, le cimette amarognole non sono tra le mie predilette! Infine il terzo panino con roastbeef, cipolla di Tropea in confettura, zola invecchiato e senape. Quest’ultimo mi ha decisamente conquistata.

Wine NotWine NotWine Not

Avendo già raccontato nel blog di Hallbar, mi soffermerò ora più che altro su Casale dello Sparviero: l’azienda, collocata nel paesaggio collinare di Castellina in Chianti (che avevo proprio visitato lo scorso anno), ha 90 ettari di vigneti situati ad un’altitudine media di circa 250 metri, ritenuta ottimale per la produzione dei grandi vini toscani di qualità.

Casale dello Sparviero Casale dello SparvieroCasale dello Sparviero

La filosofia dell’azienda si rispecchia in un intervento il meno possibile invasivo in vigna e nel vino, nel profondo rispetto della natura, nella paziente e accurata selezione dei vitigni autoctoni toscani (Sangiovese, Canaiolo), nel tenere bassa la resa per ettaro del vigneto, nella simbiosi tra la natura e gli animali del territorio, nel profondo rispetto della vite.

In questo senso la passione dell’azienda si concentra esclusivamente per la produzione di vini rossi (fatta eccezione per un rosato, che abbiamo avuto il piacere di degustare e dal quale sono rimasta piacevolmente sorpresa per l’effettivo gusto, non essendo io solitamente un’amante del genere), col fine di donare un elevato grado di qualità alle etichette prodotte.Casale dello Sparviero

Ciò che rende unico il Casale dello Sparviero è sicuramente il suo terroir.

Per fare un breve excursus vinicolo, il terroir è l’area ben delimitata dove le condizioni naturali, fisiche e chimiche, la zona geografica ed il clima permettono la realizzazione di un vino specifico e identificabile mediante le caratteristiche uniche della propria territorialità. Il terroir definisce anche l’interazione tra più fattori, come terreno, disposizione, clima, viti, viticoltori e consumatori del prodotto. Non si può banalmente tradurre questa parola in altre lingue, come ad esempio in italiano “territorio” in quanto il concetto è molto più complesso.

Ritornando al terroir del Casale dello Sparviero, non a caso bellissimi esemplari di sparviero, da generazioni, sono soliti nidificare al casale e perciò sono diventati il simbolo fortunato dell’azienda.

Nelle caratteristiche cantine “a volte” i grandi vini rossi continuano la loro naturale evoluzione riposando in pregiati legni: grandi botti di rovere e moderne barriques francesi. Visitare il Casale dello Sparviero significa vedere le cantine, passeggiare tra i vigneti di Sangiovese, gli ulivi e il bosco, osservare la natura del terreno argilloso e sabbioso in cui crescono le uve, vedere le fasi evolutive e di lavorazione della vigna e dei vini insieme agli uomini che le lavorano, a mano, nel massimo rispetto della natura e della tradizione.

Il casale in sè, è un antico monastero risalente al XVII secolo, di proprietà della famiglia Andrighetti, conosciuta per il commercio di legname, inizialmente adibito a seconda casa per le vacanze, ha conquistato l’attuale proprietaria dell’azienda Ada Andrighetti che si è appassionata ardentemente di tutto ciò che riguarda la vinificazione.

La ristrutturazione del casale ha inoltre creato la possibilità di realizzare un agriturismo con 6 appartamenti a vista sulle colline chiantigiane, raggiungibili percorrendo un viale di cipressi lungo 800 metri.

Le vigne, gli ulivi e una piscina sono il complemento d’arredo delle vaste stanze, che danno la possibilità di alloggiare oltre che di visitare le cantine di invecchiamento dell’azienda.

Insomma, la location è superlativa, il vino pure, cosa aspettate a farvi un weekendino toscano?

Casale dello SparvieroCasale dello Sparviero Casale dello SparvieroCasale dello Sparviero Casale dello Sparviero Casale dello Sparviero

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